Domicilio


2011/12, fotografia analogica b/n, stampa digitale su carta, disegno a matita, 15 foto/disegni, cm 41x28, tiratura 1/1 - collezione privata 4 esemplari

“Posto nuovo” è un progetto iniziato nel 2011, sviluppato in diverse narrazioni, in cui si inserisce il disegno che aggiunge elementi allo scatto originale. Il confine tra stampa e disegno diventa labile e celebra l’aderenza tra reale e immaginato, tra paesaggio esterno e interno.

È la prima serie di fotografie nelle quali affiora il disegno a matita. Coincide con il mio arrivo in Emilia-Romagna (2009) dalla Sicilia e con la scoperta di un territorio inesplorato, esotico. In questo caso il paesaggio (Valli di Comacchio) viene occupato da oggetti domestici provenienti dalla casa appena lasciata a Catania, ufficializzando così il mio nuovo domicilio.
Sant'Alberto (RA).
"Domicilio" fa parte di “Posto nuovo”, un progetto iniziato nel 2011 e sviluppato in diverse narrazioni, in cui si inserisce il disegno che aggiunge elementi allo scatto originale. Il confine tra stampa e disegno diventa labile e celebra l’aderenza tra reale e immaginato, tra paesaggio esterno e interno.

scarica il progetto completo "Posto nuovo" (16 mb)

Chiara Serri, in catalogo per la personale "Posto nuovo", Reggio Emilia, 2013:
Viaggio, scoperta, appropriazione di luoghi comuni ed esplorazione di edifici abbandonati, forieri di antiche storie e memorie, sono elementi centrali nella ricerca di Roberta Baldaro, artista siciliana che vive e lavora tra Cesena e Catania. Nota soprattutto come fotografa e video-artista, nelle opere della serie "Posto nuovo" ha convogliato per la prima volta i tre linguaggi che da sempre caratterizzano il suo percorso: la fotografia, il disegno e la poesia, che si nasconde nel dettaglio. Avviato nel 2011 e tuttora in corso, il progetto si sviluppa attraverso fotografie analogiche in bianco e nero con successivi interventi a matita. Prima lo scatto, stampato su cartoncino liscio e opaco, poi il disegno, che evoca nel tratto la grana fotografica. Pezzi unici in cui paesaggi e close-up architettonici vengono contaminati da oggetti d’uso quotidiano, sulla base di connessioni e rimandi che attengono alla sfera personale, ma anche al piano formale e metaforico. Dopo una concisa anteprima nel 2012, nell’ambito della fiera d’arte “Just Mad 3” di Madrid, i primi due capitoli del progetto - "Domicilio" ed "Incurante" - sono presentati nella loro interezza presso la Galleria 8,75 Artecontemporanea, in occasione di Fotografia Europea 2013. "Domicilio" (2011-12) si compone di quindici opere, in cui l’artista si appropria gradualmente delle Valli di Comacchio, percorrendo i canali con lo sguardo, accarezzando gli argini e “prendendo domicilio” tra i capanni dei pescatori, dove trovano dimora anche alcuni utensili da cucina, sottratti alle mura domestiche. Oggetti che l’artista sceglie con cura, mette in scena, fotografa e successivamente riporta sul fotogramma attraverso un segno minuzioso, eppure morbido ed avvolgente, che si sposa con il paesaggio, dando vita ad un racconto di atmosfere. "Incurante" (2011-12) presenta, invece, dieci fotografie, scattate all’interno di una fabbrica abbandonata tra Cesena e Ravenna. Attraverso strumenti medicali, Roberta Baldaro intende prendersi cura dell’edificio, moderno castello di destini incrociati. La presenza di fialette, bisturi e stetoscopi, ripresi direttamente da un manuale di medicina, può rivelarsi tuttavia inutile, in quanto, come ci spiega la stessa artista, «l’edificio è già bello così», immerso nel suo poetico abbandono. Per Roberta Baldaro la ricerca di un "Posto nuovo" coincide, dunque, con la reale scoperta di paesaggi naturali ed industriali, visitati per la prima volta, ma anche e soprattutto con la formulazione di una realtà parallela, verosimile ma palesemente irreale, dove un intero furgone viene imprigionato in una bottiglia, un metro da sarta si attorciglia tra i fanghi del Po ed una graffettatrice si trasforma in una possente balena.

Lea Ficca, sul sito “Il muro”, Roma, 2013:
Posto nuovo: Roberta Baldaro espone per Fotografia Europea
Roberta Baldaro nasce a Catania nel 1975, ma la sua attività la porta ad alternarsi tra questa città e Cesena, prendendo parte a diverse esposizioni (soprattutto collettive) e workshop. La produzione di questa artista si coniuga su diversi piani, spaziando dalla fotografia al disegno, dal video alla poesia. In "Posto nuovo" è però la tecnica fotografica ad essere celebrata, attingendo a lavori realizzati dalla Baldaro negli ultimissimi anni, dal 2011, tratti dalle serie "Domicilio" e "Incurante". Come sempre nei suoi lavori, anche qui gli scatti sono sempre rigorosamente in bianco e nero e realizzati su una carta opaca, che conferisce loro un senso di lontananza, quasi di inafferrabilità. Attraverso l’obbiettivo fotografico si catturano quindi atmosfere magiche e surreali, oniriche, dovute soprattutto alla sovrapposizione di elementi aggiunti a matita in un secondo momento. A tal proposito dice l’artista stessa: "Il luogo fotografato accoglie conciliante l’oggetto estraneo o, viceversa, il ritratto a matita si appropria del posto alterandone la dimensione sensibile. Il condizionamento è reciproco". La foto dunque diventa un luogo di libertà assoluta, che accoglie elementi che si sovrappongono in modo incomprensibile ad un paesaggio, una stanza, una distesa d’acqua. Un modus operandi, questo della Baldaro, che non può non ricordare i celebri accostamenti surrealisti di Dalì o Magritte, richiamati nell’assurdità di composizioni inspiegabili. Nelle foto tratte da "Domicilio" e "Incurante" sembra ricostruirsi pian piano tutto il mondo di questa originale artista che attinge, nella scelta dei soggetti, alla realtà a lei più vicina come quella domestica e affettiva, ma anche, e in particolare, a paesaggi dove la presenza umana è solo richiamata, una presenza che lascia la sua traccia soprattutto nel gesto dell’artista che aggiunge, sovrappone e disegna, aprendo nuove interpretazioni dell’opera.

Daniela Madonna, in catalogo “Premio Vasto”, Vasto (CH), 2013:
Nel progetto di ricerca "Posto nuovo", Roberta Baldaro visita paesaggi malinconici folgorandoli con apparizioni oggettuali che catturano l’osservatore attraverso un effetto straniante. La serie "Domicilio", in particolare, vede umili utensili carichi di memorie troneggiare all’interno di scorci naturali ed antropici piuttosto anonimi. L’evocazione del calore domestico e dell’alacrità dell’Italia sembra dominare su qualsiasi grigia preoccupazione all’orizzonte. La serie "Incurante", in secondo luogo, suggerisce implicitamente come la fantasia - che stupisce, rivela e diverte - possa essere la medicina più efficace contro i morbi del terzo millennio, primo tra tutti il senso di isolamento e di incomunicabilità che affligge molti.